sabato 8 gennaio 2011

Inculato

Un racconto erotico molto forte, su un gay che si fa inculare per la prima volta.

Aaaaaaaaaaaah!

L'urlo della metropoli fa incazzare, non esistono altre parole, non ci sono
cazzi. Vaffanculo! Come si fa a non odiare questa merda di città con questa
merda di gente che c'è in giro.
Che buio, chissà che posto è.
La cosa più odiosa che possa capitare ad una persona è di doversi alzare la
mattina, cazzo. Se poi hai un mal di testa atomico, vaffanculo, allora non
ci sono cazzi, davvero, si prefigura una giornata di merda. Cazzo!
Badboy, come tutti (quei pochi che lo conoscono) lo chiamano, si alza dal
letto con il sonno che dalla testa scende giù per le gambe, per effetto
della forza di gravità. Merda! Ci vuole un bel po' prima di realizzare.
Ricordare no, non se ne parla poco, che bocca amara e che mal di testa,
vaffanculo!
Come gira la testa, una volta in piedi. Cazzo! Chi merda è questo,
vaffanculo! Cazzo!
Badboy, come lo chiamano quei pochi (o tanti?) che lo conoscono, squarcia
con l'incredulità la paranoia appiccicosa e le ragnatele da strafatto che
albergano nel suo cranio.
Vaffanculo, chissà che cazzo è successo la sera prima. Da anni non si
ricorda niente del giorno precedente, questa volta neanche.
Chi cazzo è questo. Che merda di posto è questo con i drappi, questa stoffa
porpora... che cazzo di colore... che scende da questo letto a baldacchino o
come cazzo si chiama. Che buio e... cazzo! Vaffanculo! Badboy ha acceso una
lampada e la luce violenta corrode gli occhi.
Guarda incredulo l'uomo che dorme.
Ma chi cazzo è, chi cazzo è.
Si allontana dal letto, sembra un sonnambulo: un po' sbanda un po' si
riequilibra sui piedi nudi, cazzo: è nudo, merda, cosa cazzo ci faceva nudo
con quel testa di cazzo che dorme, merda!

Aaaaaaaah!

Merda, ma possibile, cazzo, si dice: ma possibile merda cazzo che nessuno
sente come urla la metropoli, vaffanculo! L'umanità è stronza.
Badboy si guarda attorno man mano che diventa più lucido. Non più di tanto,
comunque.
Vacca, che casa! Il lusso, i marmi del bagno, i mobili... cazzo, che
rubinetti, vaffanculo! Che roba.
C'è uno specchio più alto di lui. Che pisello: sembra spiegazzato, ci ha
giocato quello, ci ha giocato. Cazzo, che stronzo che è stato, ad accettare
di andare con quell'uomo, quel frocio, merda.
Un bruciore all'ano. Un senso di gelo: cazzo, quello stronzo fottuto lo ha
inculato, quel verme! Lo ha riempito di roba e poi se l'è inculato, ecco
cos'è quel dolore al culo a parte il mal di testa l'urlo della metropoli e
tutto il maledettissimo resto.
Si tocca con un dito: non c'è sangue, per fortuna, cazzo, sangue non c'è ma
è certo che quello stronzo se l'è inculato, quella notte, vaffanculo a lui e
quel testa di cazzo che è.
Caro, ho la roba gli avrà detto, ma lui non ricorda niente da anni: caro, ho
la roba vieni a casa mia, tieni, se ti fai anch'io mi faccio, ma che culetto
sodo hai. Vieni vicino a me, come ti chiamano? Badboy. Tieni, la roba.

Aaaaaaaaaah!

Quando la metropoli urla in quel modo solo la roba la può far tacere. Badboy
si copre le orecchie con le mani. Merda, quello stronzo ne aveva di roba,
no? Chissà dove la tiene nascosta quel frocio, stronzo. Ha voglia di urlare,
più forte della metropoli. Buia ed oscura come la sua anima, come...
Se l'è inculato, se l'è inculato, quel frocio! E lui s'è fatto inculare
mentre era strafatto di roba, cazzo, non è tipo da dare via il culo lui se
non per... insomma cazzo non l'ha mai fatto ed è un bene da vendere a caro
prezzo, per una montagna di roba come gli hanno insegnato gli amici, quei
pochi che lo conoscono e lo chiamano Badboy.
Si mette a frugare. Rovescia barattoli nel bagno. Rovista tra i panni,
sparge gli asciugamani dappertutto. Però, cazzo, che lusso, ne deve avere di
soldi quella merda di frocio che ancora dorme nel letto. Deve averne di
soldi. I vestiti.
I vestiti dell'uomo sono adagiati su una poltrona, in camera da letto. Una
vestaglia è appesa nel bagno. Nella vestaglia, niente. Stronzo! In punta di
piedi Badboy si dirige in camera da letto, caracollando. La giacca. Cazzo,
che portafogli gonfio, cazzo! Tremano le mani mentre osserva incredulo le
banconote, le carte di credito. Alcune monete tintinnando finiscono a terra,
cazzo che pavimento, senti come suonano.
Cerca di mettersi le banconote in tasca ma dove le mette, cazzo, dove le
mette che è nudo, merda.
La voce: ehi, volevi fregarmi, eh? Volevi fregarmi i soldi, eh, figlio di
puttana?
Cazzo, il frocio s'è alzato e punta una pistola contro la sua tempia, merda!
È un biondino slavato e cazzo, gli dice Badboy, merda, vaffanculo, mi hai
inculato lo so, mi hai promesso i soldi sennò il culo col cazzo che te lo
davo, col cazzo!
Metti giù i soldi, figlio di puttana, metti giù i soldi!
No, stronzo, no, vaffanculo!
Metti giù i soldi figlio di puttana sennò ti faccio un buco in testa come
una caverna, hai capito? Come una caverna, stronzo.
Mi hai promesso i soldi, bastardo, sennò col cazzo che mi facevo inculare,
frocio!

Aaaaaaaaaah!

La metropoli, si sta svegliando e senti come urla, la puttana.
Badboy è finito per terra e si passa il dorso della mano sulla bocca:
sangue. Quel frocio l'ha colpito con la pistola ed adesso che sta lungo per
terra gli mette il piede nudo sul ventre, sul cazzo, gli punta la pistola in
faccia, proprio al centro degli occhi e minaccia di schiacciargli i
coglioni: ahi, fai male, stronzo! Fa' piano! Merda!
Frocio, mi hai detto frocio figlio di puttana, eh, frocio mi hai detto, eh?
Allora senti, fiorellino, frocetto. Mi hai detto: dammi un po' di roba, ti
prego, e io: col cazzo che te la do, stronzo. E tu mi hai implorato, sono
frocio, mi hai detto, inculami mi hai detto.
Stronzo, vaffanculo! Mi hai promesso i soldi, stronzo!
Badboy si para il volto con un braccio. Il piede nudo di quell'uomo gli sta
schiacciando il cazzo ed i coglioni ed avvicina minacciosamente la pistola
alla sua fronte. Non parla, abbaia quello stronzo e cazzo, le parole fanno
male, merda!
Ti prego ti prego dicevi, (l'uomo muove il culo in gesto di scherno), ti
prego inculami e dammi la roba, dammi la roba che mi piace farmi inculare
mentre la roba lavora... tu e la roba dentro, mi hai detto, voglio il tuo
cazzo e la tua roba dentro, di più dicevi, di più, di più!
Stronzo, bugiardo! Merda. Zitto!
Di più, di più, stavi dicendo, e dovevi vedere come ti ho inculato alla
grande e mentre ti inculavo hai anche sborrato, cazzo, capito chi è il
frocio?
Zitto!
E non ti ho mai promesso soldi hai capito, stronzetto? Hai capito!
Alberto, chi è? Alberto, chi c'è?
Cazzo merda ma chi è questa, sembra una mummia con tutte quelle pieghe di
pelle sulla faccia, vaffanculo!
Mamma, non c'è niente mamma. E tu stai zitto, frocetto.
Alberto. La donna avanza a tentoni, quella non ci vede, è cieca.
Mamma, perchè sei venuta? Torna nella tua stanza, vengo subito.
Alberto, ti ho sentito urlare, ho sentito voci. Che c'è?
Niente, mamma. Alberto si morde le labbra nervosamente, e nel momento in cui
si volta a guardare quel cesso di donna che chiama mamma Badboy gli afferra
il piede che ancora gli premeva sui testicoli e lo fa volare via, cazzo! E
la pistola cade per terra ed un colpo parte, cazzo, che paura, merda, che
sparo!
Alberto, figlio mio, ti sei fatto male, Alberto!
Merda, bisogna prendere i soldi, che stanno sparsi dappertutto sul
pavimento. Cazzo.
Alberto...
Mentre Badboy raccoglie freneticamente la banconote per terra, sposta il
corpo di Alberto e non lo guarda neanche. Cazzo, vaffanculo, gli sta bene,
quello stronzo. Il colpo lo ha centrato e per una volta, Badboy, sei stato
fortunato, cazzo! Peggio per lui.
Alberto...
La donna cammina tentoni ed inciampa sul corpo del figlio. Gli cade addosso,
lo tocca. Sente che è nudo, lo riconosce quando gli tasta il volto. Sente di
avere le mani appiccicose per il sangue e finalmente smette di fare la
lagna.
Chi c'è, chi c'è, dice roteando in aria gli occhi spenti.
Badboy ha ritrovato la maglietta ed i jeans. Mette le scarpe e fugge per la
casa. Cazzo, che casa, che lusso. In tasca ha un pugno di soldi, servirà per
la roba di quel giorno, domani si vedrà. Merda.

Aaaaaaaaah!

L'urlo della metropoli lo investe. C'è un caldo umido appiccicoso e lo smog
oscura il cielo. Non c'è panorama e non sembra esserci vita al di là dei
grattacieli; a Badboy non potrebbe fregare meno. La gente scorre come un
fiume, le auto vanno e vengono e il tempo è scandito dai semafori.
Le parole di quel frocio gli bruciano. No, mentiva. Non è possibile. Lui non
è frocio, non lo è stato mai. Lo proverà, lo proverà a se stesso.
Maria, ci sei? La casa occupata. Maria!
È strafatta. Sta per terra, mica connette.
Maria!
Badboy... apre gli occhi e in quegli occhi ci potrebbero stare
tranquillamente tre o quattro romanzi tristi.
Guarda, Maria, guarda i soldi. Ci facciamo tutti e due, eh, Maria? Badboy si
tira fuori il cazzo. Fammi scopare, Maria. Poi ci facciamo tutti e due. Le
sfila le mutande da sotto la gonna. Gli viene da vomitare: Maria sembra
quasi essersela fatta sotto.
Il cazzo fatica a diventare duro. Merda, ultimamente gli accade sempre più
spesso. Come un automa Maria allarga le gambe. Badboy le si sdraia sopra ed
a fatica la penetra: il cazzo è quasi floscio, lei non collabora più di
tanto.
Non sono frocio, eh, Maria? Eh?
Cazzo me ne frega a me, Badboy, dice Maria con la lingua lenta.
Non sono frocio, ripete Badboy. Merda!
Alle spalle della loro vita, la metropoli.

Aaaaaaaaah!
Quando la metropoli urla in questo modo, solo la roba può farla tacere.

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